La Federazione dei pediatri pensa alla fase 3: «Vogliamo prescrivere i tamponi»

Presentato un Vademecum sulla gestione del bambino nella fase 2 Covid-19. Il presidente Paolo Biasci chiede anche che i pediatri possano somministrare i vaccini. Nella fase 3 sempre più centrale il ruolo della medicina del territorio

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La Federazione dei pediatri pensa alla fase 3: «Vogliamo prescrivere i tamponi»

Una rete diffusa, capillare ed efficiente. Quella dei pediatri di famiglia è una risorsa essenziale per le fasi 2 e 3 dell’emergenza Covid-19. Lo pensa il presidente della Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) Paolo Biasci. Che lancia un appello: «Vogliamo poter prescrivere i tamponi e somministrare i vaccini ai bambini, come già avviene in alcune Regioni».

Fase 3, verso una nuova normalità

Secondo Biasci, l’attuale fase 2 va vissuta pensando già alla successiva, la fase 3, ovvero quella della vera e propria convivenza con il virus, in una nuova normalità. «Le Cure Primarie sono la porta d’ingresso della sanità pubblica, quei “medici sentinella” dell’epidemia che in questi mesi di emergenza hanno evitato, con il triage telefonico e la gestione territoriale, il contagio massivo della popolazione e il collasso del Sistema sanitario», afferma il presidente Fimp. «Non possiamo permetterci di muoverci in un nuovo perimetro con vecchi schemi».

Gestione del bambino nella fase 2, il Vademecum per i pediatri

A disposizione di oltre 5000 pediatri di famiglia, il Vademecum per la gestione della fase 2 è un volume di 50 pagine che contiene le indicazioni sulla gestione del caso sospetto e del neonato figlio di madre COVID-19+. «Sarà utile per comprendere alcune condizioni particolari, rilevate in questo periodo, come l’Erythema pernio-like», spiega Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP. «Uno strumento prezioso anche per le loro famiglie a cui sono rivolti molti contenuti interessanti».

Vaccini per l’influenza stagionale

Sulla campagna vaccinale per l’influenza stagionale, Biasci afferma: «Questo è il momento in cui si decidono i quantitativi di dosi di cui disporremo. Dobbiamo guardare alla fase 3, immaginando che una nuova ondata di Covid-19 possa non essere clinicamente distinguibile dall’influenza stagionale, specie nel setting extraospedaliero iniziale. Il virus influenzale nella fascia d’età 0–14 anni (la più colpita) ha un’incidenza del 26% (con una forbice che va dal 12 al 40%). Crediamo sia opportuno praticare la vaccinazione anti-influenzale nei bambini a rischio e in quelli sani fino a 6 anni. Sarebbe opportuno mantenere anche la protezione contro il Rotavirus, data la possibile presentazione clinica del Covid-19 con manifestazioni gastroenteriche».

Riguardo alle normali scadenze vaccinali, il presidente Fimp propone di alleggerire il lavoro dei centri vaccinali e ridurre gli spostamenti della popolazione, potendo eseguire gli screening negli studi pediatrici.

Triage telefonico e telemedicina

«L’attuale emergenza epidemica ci ha portato inoltre a rivalutare un uso estensivo e accurato del triage telefonico», aggiunge Biasci. Nel Vademecum si parla anche di prospettive della telemedicina. «Un approccio rigoroso sulla formazione specifica del pediatra, sia tecnica che scientifica e sulla dotazione di strumentazione ad hoc anche da parte delle famiglie».

Uso delle mascherine

L’uso di dispositivi di protezione individuale è un altro argomento sul quale i pediatri pongono l’attenzione. «Dobbiamo proteggere i bambini insegnando loro ad indossare le mascherine, anche per tutelare tutto il mondo di relazioni sociali che ruota intorno ai più piccoli. Il rischio che siano gli untori di domani e che, una volta riaperte le scuole, si riaccendano nuovi focolai, è molto alto», avverte il presidente della federazione nazionale.

«Dobbiamo preparare la fase 3 per gestire il cambiamento e non esserne sopraffatti, con percorsi specifici per il Covid-19 in età pediatrica e regole chiare sull’ammissione a scuola, la quarantena da rispettare, i tamponi da eseguire, il tracciamento e gli esami cui sottoporre l’intera rete familiare o sociale».

Test sierologici al Centro Medico Santagostino

Dai 6 anni in su, presso il Centro Medico Santagostino è possibile prenotare il test sierologico di tipo quantitativo. L’esame si effettua mediante prelievo di sangue, che verrà poi analizzato dal laboratorio per la rilevazione delle quantità di anticorpi IGM e IgG presenti.

Per ulteriori informazioni, leggete l’articolo: Test sierologici al via nelle sedi di Milano, Monza e Nembro.

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