Didattica a distanza ai tempi del Coronavirus: ripensare l’apprendimento

Le ricadute emotive sui bambini in età scolare e i rischi ai quali si può andare incontro. Consigli per la gestione dello “spazio scuola” fra le mura di casa

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Didattica a distanza ai tempi del Coronavirus: ripensare l’apprendimento

La situazione attuale richiede ai genitori di svolgere, in uno spazio delimitato, almeno due ruoli simultaneamente: la genitorialità e l’identità lavorativa. Gestione della scuola e della didattica a distanza con i figli più grandi, il gioco interattivo con i più piccoli, devono intersecarsi il più delle volte con lo smart working. Lo spazio casalingo è quindi diventato sede di differenti attività: luogo scolastico, lavorativo, dell’attività motoria, costringendo a far coesistere una serie di ingranaggi, dentro un solo contenitore: la casa.

Ricadute emotive sui bambini in età scolare

I bambini nella cosiddetta età di latenza, 6-10 anni circa, possono maggiormente risentire della situazione. Porranno maggiori domande e tacere di fronte a una situazione così palesemente anomala potrebbe suscitare grande angoscia nei bambini. È importante parlare con loro di ciò che sta succedendo, fornendo informazioni serie e comprensibili, adattandole all’età.

Inoltre, molti di loro lamenteranno maggiore distraibilità e tendenza a divagare; inizialmente contenti di non andare a scuola, si sorprenderanno di sentirne la mancanza; esprimeranno il bisogno di rivedere gli amici, fonte di scambio e di identificazione; voglia di uscire e di muovere il corpo.

Altri bambini in età scolare si mostreranno “congelati” emotivamente, questo significa che la loro parte razionale tende a controllare quella emotiva, situazione che può esprimersi tramite atteggiamenti adultizzati e che apparentemente sembrano positivamente adattati alla situazione, ma che a volte possono coprire forte preoccupazione. Il Centro Medico Santagostino organizza per i bambini di 8-10 anni il laboratorio “Emozioni, corpo e immagini”, in cui essere guidati a riattivare le proprie parti interne, migliorare lo stato emotivo, gestire almeno in parte lo stress.

Didattica a distanza Coronavirus: nuove modalità di apprendimento

L’argomento scuola è fonte di preoccupazione e di difficile gestione, anche per limiti concreti. La poca omogeneità della scuola, tramite lezioni online, video e email degli insegnanti, richiede a tutti un nuovo adattamento. Privati di mesi d’insegnamento diretto, dentro un contenitore relazionale e organizzato, gli studenti potranno sviluppare solo alcune parti del programma. Il bambino risentirà quindi dei minori stimoli, con il rischio di utilizzare molte meno risorse e spinta motivazionale. Nondimeno, il ruolo del genitore e dell’insegnante rischiano di sovrapporsi, almeno in parte, e conseguentemente i compiti possono diventare sede di forte conflitto.
L’apprendimento troverà maggiori ostacoli, proprio a partire dalla diversa modalità di fruizione del medesimo. La mancanza di un apprendimento “esperienziale” supportato dal luogo scuola e dai suoi “abitanti”, insieme all’identità di “studente” meno marcata e più labile tra le mura di casa, potrebbe alimentare sentimenti negativi e di riluttanza.

Dall’altra parte, bisogna considerare che i forti cambiamenti costringono i cervelli a diventare flessibili e a mettere in campo nuove risorse mentali. Il processo di maturazione della mente in età evolutiva potrebbe essere anche agevolato da una struttura meno rigida e vincolante.
Nel complesso, si ipotizza che anche alcuni insegnanti, avendo dovuto mettere in gioco la loro flessibilità, si siano arricchiti professionalmente, abbiano accresciuto la loro familiarità con la nuova tecnologia e modalità di comunicazione, nonché abbiano riflettuto rispetto alla loro disciplina e al senso profondo della loro professione.

Didattica a distanza, i rischi

Come noi grandi, anche per i bambini lo spostamento del loro “lavoro” tra le mura di casa renderà il tutto più faticoso. Mancano gli stimoli sensoriali ed emotivi vissuti a scuola, quali: il rapporto con le insegnanti, che può motivare e spingere al miglioramento; una “sana” competizione con i compagni; un livello di ansia, ad esempio durante le verifiche, che sostiene ed è auspicabile per coinvolgere emotivamente il bambino e quindi “muoverlo” verso l’obiettivo di imparare cose nuove, essere curioso e aumentare le sue capacità.

La parte più razionale del bambino, quindi porsi obiettivi, organizzarsi il lavoro, scegliere tempi e luoghi adeguati, è in sinergia con la sua parte emotiva. Con la didattica a distanza, che si svolge fra le mura di casa, luogo “protetto” per eccellenza dove ci si rilassa e ci si riposa”, c’è il rischio per alcuni di appiattire la motivazione e rendere “la scuola a casa” una estrema fatica.

Come gestire la “scuola a casa”?

Per gestire al meglio la didattica a distanza durante la quarantena legata all’emergenza Coronavirus,
i genitori sarebbe opportuno seguissero alcuni comportamenti:

  • Organizzare, se possibile uno spazio scuola, anche il salotto, che resti stabile per tutto il periodo.
  • Diminuire le aspettative e pretendere di meno. I bambini a casa non possono seguire in modo pedissequo il programma che sarebbe dovuto essere svolto a scuola.
  • Elogiare gli sforzi, apprezzando ad esempio il bambino che decide di leggere in autonomia, visto il maggior tempo a disposizione.
  • Accompagnare il bambino nella lettura del libro di testo scolastico, relativo alle slide o alle lezioni online, con una guida che porti a soffermarsi su certe parti e capire i passaggi importanti, ma difficili.
  • Per stimolare l’interesse per la lettura, prediligere i libri cartacei, la cui comprensione è maggiore rispetto agli e-book, quindi alla lettura su video. Talvolta possono sorgere domande di comprensione da parte del bambino rispetto alla lettura, per cui ricordategli che siete disponibili a eventuali chiarificazioni.
  • Per gli studenti senza particolari difficoltà più che curare i dettagli della preparazione seguendo in maniera rigida il programma, si consiglia di favorire lo sviluppo di interessi autonomi.
  • Differentemente, per gli studenti con difficoltà di apprendimento, che risentiranno meno del confronto con i compagni, si possono individuare degli obiettivi precisi e puntare su di essi con attività ad hoc. Potrebbe essere un buon momento per esercitarsi maggiormente, proprio dove ci sono maggiori fragilità.
  • Utile anche richiedere un consulto con uno specialista, preferibilmente con chi ha incontrato o tuttora sta seguendo il bambino.

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