Acido folico in gravidanza, perché è importante assumerlo

Gli studi scientifici gli riconoscono un ruolo essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite. Cos'è l'acido folico e perché è così importante assumerlo già prima del concepimento

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Acido folico in gravidanza, perché è importante assumerlo

Moltissime donne sanno che nei primi mesi della gravidanza, e possibilmente anche nei mesi precedenti, bisogna assumere acido folico. Non tutte però sanno cosa sia questa sostanza, e a cosa serva.

Che cos’è l’acido folico

La Vitamina B9, chiamata anche folato, è un nutriente essenziale che serve a diversi processi che avvengono nel nostro corpo, tra cui la duplicazione del DNA. Questo significa che serve per generare nuove cellule, per permettere la crescita. Ecco spiegata la sua importanza quando c’è un embrione che si sta sviluppando.
L’acido folico è la forma sintetica del folato. Studi scientifici gli riconoscono un ruolo essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite, particolarmente di quelle del tubo neurale. Inoltre, non si esclude che possa intervenire anche nella prevenzione di altre malformazioni congenite.

A cosa serve l’acido folico?

L’acido folico può prevenire altre situazioni di rischio. La sua presenza abbassa i livelli di omocisteina, associata al rischio di malattie cardiovascolari e infarti, anche se al momento non si può stabilire un’associazione diretta tra assunzione di folati e riduzione del rischio cardiaco.
I folati vengono introdotti normalmente con un’alimentazione adeguata, essendo presenti specialmente nelle verdure a foglia verde, nei legumi e in alcuni tipi di frutta (kiwi, agrumi, fragole) e di frutta secca. Anche alcuni prodotti di origine animale ne sono ricchi (fegato, uova). Il processo di preparazione, però, come cottura e conservazione degli alimenti, influisce sul quantitativo dei folati presenti nei cibi, dato che si tratta di vitamine sensibili al calore, alla luce, all’aria e all’acidità.

Come si deve assumere l’acido folico in gravidanza?

Oltre all’alimentazione equilibrata, è consigliata una supplementazione giornaliera iniziata almeno un mese prima del concepimento di almeno 0,4 mg/die.
Nelle donne che presentano riconosciuti fattori di rischio per malformazioni del tubo neurale (DTN) ed altre malformazioni suscettibili di riduzione del rischio con acido folico (ad esempio precedente gravidanza esitata in DTN, anamnesi familiare positiva per malformazioni, diabete insulino-dipendente, epilessia) sono raccomandati dosaggi fino a 4,0 – 5,0 mg al giorno.

I difetti del tubo neurale sono il risultato della incompleta o scorretta chiusura del tubo neurale durante le prime settimane di gravidanza. Ne fanno parte la spina bifida, l’anencefalia e l’encefalocele. Si tratta di condizioni multifattoriali che in parte dipendono da fattori ambientali (come la carenza di folati) e in parte genetici.

Quando iniziare a prenderlo

Il motivo per cui è importante iniziare la supplementazione almeno un mese prima del concepimento è il fatto che il tubo neurale si chiude fra il 17esimo e il 29esimo giorno dal concepimento, momento in cui spesso non si è ancora a conoscenza della gravidanza. Pertanto aver già iniziato ad assumerlo protegge dalla carenza in questa fase decisiva. Secondo revisioni sistematiche di letteratura, una corretta supplementazione di acido folico può ridurre fino al 70% il rischio di disturbi del tubo neurale.

È comunque importante attenersi alle quantità indicate, perché un eccesso di vitamine (soprattutto se si assumono complessi multivitaminici unitamente ad un alto consumo di cibi fortificati) potrebbe causare danni di diverso tipo. Esiste il sospetto che un sovraccarico di acido folico possa influire sulla crescita di alcune cellule tumorali, pertanto, in assenza di dati univoci, la cautela nel rispetto dei dosaggi non va dimenticata.

Infine, giova ricordare che in Italia l’acido folico è tra i farmaci a rimborsabilità totale (classe A). Si può quindi acquistare con ricetta da parte del medico curante pagando solo il ticket previsto dalla propria Regione.