Empatia e ascolto: le chiavi per aiutare i bambini a superare la paura del buio

Dalla luce notturna ai libri, ecco i rimedi per superare questo comune disagio infantile. Una guida pratica per genitori

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Empatia e ascolto: le chiavi per aiutare i bambini a superare la paura del buio

La paura del buio è tra le paure più diffuse nei bambini. Comincia tra i due e i cinque anni e non di rado continua anche nella vita adulta. L’assenza della luce rende vulnerabili: non si riesce a vedere bene e quindi si ha meno controllo della realtà.

«Il buio è come una lavagna su cui il bambino “disegna” quello che lo spaventa. In genere, ciò da cui si sente minacciato. Come nei sogni, la minaccia fatica a trovare una forma e il bambino si sente indifeso, sopraffatto, in pericolo» spiega Georgia Accattato, psicologa e psicoterapeuta del Centro Medico Santagostino.

Come affrontare la paura del buio

«Mostrando la propria paura del buio ai genitori, il bambino sta di fatto chiedendo di non essere lasciato solo ad affrontare qualcosa che sente come troppo grande per lui. È una richiesta di aiuto» prosegue la psicologa.

Per questo i genitori devono rassicurare il bambino, mettendosi nei suo panni. Il suo non è un capriccio: è veramente spaventato da qualcosa che non riesce a gestire.

«Mamme e papà non devono mai minimizzare, mai prendere in giro, mai colpevolizzare: la paura non è un capriccio, è una comunicazione che devono accogliere. Il bambino (come l’adulto) non sceglie ciò che prova, ma va ascoltato quando ne parla. I genitori devono mostrarsi interessati alla sua paura, al perché, al bisogno del bambino, senza essere giudicanti né pretendere che il figlio non abbia paura».

Rimedi per superare la paura del buio

Tanti sono i modi per rassicurare i bambini. Leggere dei libri sul tema, ad esempio, può essere uno spunto per accogliere la loro paura e parlarne insieme. La stessa cosa vale per i pupazzi: «Il giocattolo con un valore affettivo diventa un alleato per il bambino, una compagnia, quindi non va assolutamente eliminato. Anzi, il genitore può inventare delle storie su quello e rinforzare il suo ruolo di compagno o protettore».

Per quanto riguarda l’uso di una luce notturna: «Sarebbe preferibile trovare un accordo con il bambino sul suo utilizzo, che preveda di usarla il meno possibile, trasmettendo comunque l’idea che il bambino è al sicuro sia con che senza la luce».

Se la paura non passa

«La paura del buio può essere superata se il genitore costruisce (o ri-costruisce) con il bambino dei rituali per l’addormentamento che lo facciano sentire al sicuro e a suo agio nel dormire da solo. Ovviamente noi genitori non siamo dei maghi, per cui, se il genitore sentisse di non avere gli strumenti per gestire la situazione o se la vivesse con disagio, è consigliabile rivolgersi ad un esperto».