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Arriva un fratellino: aiuto! Come dirlo al proprio figlio

Essere empatici, utilizzare parole semplici e non forzare i tempi. Ecco qual è il modo giusto per approcciarsi al lieto evento se in famiglia c'è già un altro bambino

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Arriva un fratellino: aiuto! Come dirlo al proprio figlio

«Non esiste un momento giusto o sbagliato per dire al proprio bambino che è in arrivo un fratellino: sono i genitori stessi che, conoscendo il proprio figlio, hanno la giusta sensibilità su quando è meglio affrontare l’argomento» spiega Laura Trestianu, psicologa e psicoterapeuta del Centro Medico Santagostino.

Quando annunciare l’arrivo del fratellino

Se, da una parte, è bene non anticipare i tempi, dall’altra è anche bene sapere che i bambini si accorgono di ogni cambiamento. «Oltre al corpo della mamma che si trasforma, i piccoli notano anche il diverso atteggiamento dei genitori, che magari sono emozionati o un po’ preoccupati per la novità».
Anche i più piccoli, fin dal primo anno di vita, riescono a capire di che cosa parlano gli adulti. In ogni caso, appena comprendono che c’è qualcosa di diverso, si mettono a fantasticare, talvolta facendo pensieri che li possono turbare. «Per questo consiglio di non raccontare mai bugie e, non appena ci si sente pronti, di verbalizzare ciò che sta accadendo».

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Come dire a un bambino che sta arrivando un fratellino

Per farlo, però, occorrono le giuste parole. «Qualunque sia l’età del bambino, è importante parlare con un linguaggio semplice, che gli spieghi ciò che sente. In questo modo, si sentirà capito e non si sentirà da solo».

Se sono più grandi, i genitori possono approfondire di più il discorso, tenendo sempre presente che i tempi di attenzione di un bambino durante l’ascolto di spiegazioni da parte dell’adulto sono relativamente brevi. Ai primi segni di impazienza è meglio cambiare argomento per poi riaffrontarlo in un altro momento. Se invece si tratta di bambini piccoli, è meglio parlare a più riprese, ma brevemente.

«In questa fase, può essere molto utile l’utilizzo dei libri. Ce ne sono molti a tema e i genitori possono scegliere il più efficace per il proprio bambino. Il libro è molto utile, perché è un mezzo che traspone le emozioni e le fa sentire un po’ meno vicine, aiutando a elaborarle. Un conto è parlare di una strega cattiva, un altro raccontare una fiaba in cui tra i protagonisti c’è la stessa strega».

Quanto coinvolgere i fratelli

Sicuramente, è importante coinvolgere i futuri fratelli nel momento dell’attesa del nuovo bambino. «Gli si può parlare di come sarà l’arrivo di un nuovo membro della famiglia e di che cosa potrà fare lui per aiutare mamma e papà. Contemporaneamente, sarà importante rassicurarlo del fatto che non perderà l’affetto dei suoi genitori, ma che l’amore semplicemente si moltiplicherà».

Il coinvolgimento dei fratelli è quindi necessario per avvicinarli al nuovo bambino. Al tempo stesso, ci devono essere dei limiti. «Per quanto riguarda gli esami e le ecografie, ad esempio, non è il caso di portarli, soprattutto se sono piccoli. Nel caso di bimbi più grandi, si può scegliere di condividere alcuni momenti selezionati».

Se la notizia non è vissuta bene

Se il bambino non reagisce bene alla notizia dell’arrivo di un fratellino bisogna avere pazienza. «La prima cosa è accettare che il conflitto è normale e comprensibile: sta per arrivare un nuovo elemento in famiglia, che può essere vissuto come un concorrente dal fratellino. I genitori devono essere aperti e accettare le emozioni del loro bambino, senza svalutarle».

La parola d’ordine è empatia: «Capire le emozioni che il proprio figlio sta vivendo in quel momento è fondamentale per tranquillizzarlo e fargli capire che andrà tutto bene, che la mamma e il papà continueranno a esserci per lui e che, qualsiasi cosa succeda, non smetteranno mai di volergli bene».