Come scegliere lo sport giusto per il proprio bambino

Fattori di rischio, predisposizione e caratteristiche psicologiche. Sono questi i parametri che i genitori dovrebbero tenere in conto quando si sceglie insieme al proprio figlio quale attività sportiva fare durante l'anno

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Come scegliere lo sport giusto per il proprio bambino

Fare sport è fondamentale per lo sviluppo fisico, emotivo e intellettivo di un bambino. A disposizione dei genitori ci sono alcuni criteri e consigli da seguire per scegliere l’attività fisica più adatta al proprio figlio.

Le premesse

«Fino a 10 anni, cioè fino alla fine della scuola primaria, è fondamentale che i bambini provino sport differenti: almeno due nell’arco della settimana. In questa fase, infatti, sviluppano la loro intelligenza motoria e quindi più stimoli ricevono meglio è per loro» spiega Francesco Confalonieri, medico chirurgo specialista in Medicina dello Sport del Centro Medico Santagostino.

L’ideale in questa fase sarebbe abbinare uno sport individuale a un gioco di squadra. «In questo modo, il bambino può confrontarsi con più situazioni e dinamiche: da un lato, l’imprevedibilità dei giochi di gruppo; dall’altro la ripetizione delle attività che si fanno da soli. Gli sport in team, poi, attivano dinamiche socio-relazionali con cui i ragazzi si devono confrontare».

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Quando i ragazzi crescono, invece, è utile optare per un solo sport, in modo che il bimbo riesca a esprimere al massimo le sue potenzialità in quell’attività.

«Questo tenendo sempre presente che, comunque, i bambini hanno bisogno di almeno due ore di gioco con il corpo tutti i giorni. Per questo sarebbe bene che i genitori pensassero al movimento anche durante il weekend, organizzando attività specifiche, come un’attività fisica all’aria aperta, ad esempio un giro in bicicletta, una passeggiata, o una gita al parco avventura».

I parametri della scelta

Superati i dieci anni, ci sono diversi parametri da considerare per scegliere l’attività fisica migliore per i bambini.

1. Fattori di rischio

«Soprattutto se non si è mai fatta prima, a quest’età bisogna andare a fare una visita specialistica da un medico dello sport per valutare se ci sono eventuali fattori di rischio, soprattutto a livello muscolo-scheletrico, che potrebbero facilitare infortuni o problematiche ed evitare gli sport che solleciterebbero queste situazioni».

2. Caratteristiche psicologiche del bambino

«Alcuni prediligono gli sport di squadra, altri quelli individuali. Entrambi, comunque, incidono sull’autostima del bambino: se la gestione è positiva, lo aiuteranno nel suo percorso di crescita; viceversa se l’esperienza sarà negativa. La scelta deve quindi ricadere su un’attività che piace al ragazzo, ma che è anche ben gestita, informandosi sulla società e la preparazione degli istruttori».

3. Talento e sviluppo fisico

«Un altro parametro da tenere in conto è il livello di competizione di uno sport. Alcune attività fisiche presentano un livello di competizione alto già all’inizio, altre invece lo sviluppano dopo. Un bambino dotato, che ha una crescita regolare o in anticipo, può andar bene uno sporto anche abbastanza competitivo. Per gli altri, invece, può essere più corretto sceglierne uno con una componente minore di agonismo».

L’importanza della costanza

«La scelta deve essere fatta insieme al bambino e va condivisa all’inizio dell’anno ed è poi fondamentale che venga mantenuta fino alla fine. Lo sport, infatti, è un impegno che il ragazzo prende nei confronti di se stesso e della famiglia. È sbagliato, poi, credere che senza sport avrà più tempo per studiare: nella maggior parte dei casi ciò non avviene. Meglio invece avere un tempo che il bambino deve imparare a organizzare per studiare e fare attività fisica. Lo sport deve quindi essere considerato come andare a scuola, un impegno obbligatorio».