Come educare i bambini all’uso della tecnologia

I piccoli nativi digitali cominciano sempre prima a cimentarsi con i device multimediali, ma i genitori non sempre sono davvero consapevoli dei rischi per la salute psicofisica di un loro utilizzo precoce. Ecco le linee guida della Società Italiana di Pediatria

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Come educare i bambini all’uso della tecnologia

Non ci possiamo fare nulla, i bambini di quest’epoca sono nativi digitali, espressione coniata dallo scrittore statunitense Mark Prensky per identificare una persona che è nata e cresciuta nell’era delle tecnologie digitali, per dirla in poche parole: non con le videocassette o le musicassette (come un odierno immigrato digitale) ma con file MP4 e MP3.

Gli uomini di domani crescono circondati, purtroppo e troppo spesso, da genitori attaccati a pc, smartphone, tablet e negli ultimi anni anche da assistenti domestici attivabili con la voce (come Google Home e Alexa) senza dimenticare la sempre onnipresente tv che però adesso è diventata smart: inutile chiudere gli occhi e comportarsi come se non esistessero.

Piuttosto bisogna farci i conti e porsi la questione: come trovare un compromesso tra
bambini e tecnologia, facendone un uso che possa essere stimolante per il piccoli senza recargli dei danni.

Il Family Media Plan è uno strumento online che aiuta i genitori a comprendere quali tipi di media sono più adeguati alla fascia d’età dei loro figli e per quanto tempo nell’arco della giornata. Mentre il Pegi dà indicazioni relative alla scelta dei videogame in base all’età del bambino, al turpiloquio e alle scene di violenza presenti nei vari prodotti.

I bambini di oggi e la tecnologia

La prima volta dei bambini con uno smartphone o un tablet è sempre più precoce. Il dato più allarmante arriva dagli Stati Uniti: il 92% dei bambini inizia a usarli già nel primo anno di vita e all’età di due anni li utilizza giornalmente. In Italia non siamo ancora a questi livelli. Uno studio  recente evidenzia che il 20% dei bambini usa uno smartphone per la prima volta durante il primo  anno di vita. Ma l’80% di quelli tra i 3 e i 5 anni è capace di usare il cellulare del genitore. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori lascia il bambino davanti ad uno schermo per distrarlo o calmarlo già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. Pare però che mamme e papà non siano consapevoli dei rischi per la salute di un utilizzo precoce dei dispositivi digitali: solo il 29% di loro chiede consiglio ai pediatri.

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Tra l’altro, secondo gli ultimi studi, da 0 a 5 anni i bambini raggiungono una media di utilizzo degli schermi di 500-600 ore complessive; ai 12 anni si arriva a 6.000 ore; e ai 15 anni 10.000 ore. Tra i 15 e i 20 anni, poi, la metà dei ragazzi sviluppa una “dipendenza” da questi strumenti (1 touch ogni 6 minuti)» sottolinea Daniela Callegari, pediatra del Centro Medico Santagostino.

Bambini e tecnologia: i rischi

La Società Italiana di Pediatria per la prima volta nel 2018 si è espressa con un documento ufficiale sull’uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc ecc.) nei bambini da 0 a 8 anni di età.

Il Position Statement dei pediatri italiani, pubblicato sulla rivista Italian Journal of Pediatrics, è il frutto di un’approfondita analisi della letteratura scientifica che ha indagato sia gli effetti positivi sia quelli negativi sulla salute del bambino al fine di stabilire l’età più appropriata per l’esposizione al mondo digitale e le corrette modalità. Ecco quali sono i rischi emersi:

  1. Interferenza con lo sviluppo cognitivo dei bambini perché i più piccoli hanno bisogno di un’esperienza diretta e concreta con gli oggetti per affinare il pensiero e la capacità di risolvere i problemi. Per esempio, lo sguardo dell’interlocutore è un importante segnale comunicativo non verbale nell’interazione genitore-bambino.
  2. Bassi livelli di attenzione e anche minori relazioni sociali con i coetanei.
  3. Aumento del peso corporeo e problemi comportamentali.
  4. Cefalea e dolore muscolare (soprattutto a collo e spalle) dovuto alla inappropriata postura.
  5. Peggiore qualità del sonno, più paura del buio, incubi e dialoghi notturni.
  6. Secchezza oculare e una tipologia di strabismo.
  7. Alterata percezione dei suoni, con possibili interferenze nello sviluppo del linguaggio, nella socializzazione, nella comunicazione e nell’interazione con gli altri bambini.

«Emerge – commenta Callegari – la solitudine come condizione strutturale dell’uso dei dispositivi elettronici, che non crea né aiuta a fare amicizia con i propri coetanei. Che cosa viva, pensi, modifichi di sé il bambino con queste esperienze nessuno lo sa né lo condivide; il tutto esteso poi a un uso quotidiano e in aumento nella crescita, con esiti che, a voler essere positivi, creano una abitudine a forme di isolamento passivo (ben diverso per esempio dalla lettura dove è indispensabile una personale interazione e coinvolgimento)».

Le conseguenze della dipendenza dalla tecnologia

«Le conseguenze di un utilizzo eccessivo e dell’uso scorretto dei device tecnologici comporta gravi ripercussioni sullo sviluppo dei ragazzi» avverte l’esperta.

  • Nella fascia da 0 a 3 anni i bambini imparano dalla realtà attraverso i sensi e la motricità. In questo modo, formano i loro schemi cognitivi e affettivi che saranno i modelli dei loro futuri comportamenti. Perché ciò avvenga, però, sono fondamentali alcuni elementi: che passino del tempo di buona qualità insieme agli adulti; che utilizzino il corpo per muoversi e giocare; che esercitino la mano per imparare i movimenti fini, come plasmare, costruire e disegnare. Tra l’altro, lo sviluppo del linguaggio è strettamente legato alla qualità della relazione con gli altri. Per questo è importante stabilire un contatto visivo mentre si parla e parlare lentamente per suscitare l’attenzione nel bambino e quindi il suo apprendimento.

→ Un utilizzo eccessivo dei device tecnologici a quest’età riduce quindi le esperienze motorie del corpo, la sperimentazione della mano riducendola al solo tocco. In più, può bloccare lo sviluppo del linguaggio generando una parlata troppo veloce che abitua alla disattenzione e non concentrazione.

  • Nella fascia da 3 a 6 anni, il bambino sviluppa e affina le abilità motorie, forma e potenzia attraverso le relazioni con gli adulti e i bambini gli schemi affettivi, i futuri modelli delle relazioni che instaurerà con gli altri, e impara a conoscere le proprie emozioni e quelle degli altri. I media rappresentano un’occasione per sperimentare le emozioni, ma la mancanza di fisicità e la distanza favoriscono una forma di analfabetismo affettivo. Ciò significa essere incapaci di empatia, capire cioè che cosa si prova, ma anche di ciò che provano gli altri. Un’abilità importante, che insegna a controllare le emozioni e i comportamenti che ne derivano, in base alle loro conseguenze.

→ Un utilizzo troppo precoce dei device tecnologici può provocare solitudine, lo sviluppo dell’anaffettività, fenomeni quali il cyberbullismo e l’aumento della tolleranza verso la violenza.

Bambini e tecnologia, le regole per fascia d’età

A fronte di tutti questi rischi ecco le principali raccomandazione della Società Italiana di Pediatria sull’uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc, ecc.) nei bambini da 0 ai 12 anni di età, integrati dalle raccomandazioni della dottoressa Callegari:

  • Prima dei 18 mesi no agli strumenti elettronici digitali. Evitare anche di accendere la televisione dove il bambino gioca, perché interferisce con la sua capacità di attenzione e concentrazione.
  • Dai 18 mesi ai 3 anni l’utilizzo dei device elettronici dovrebbe essere di massimo 15 minuti al giorno e dovrebbe avvenire sempre insieme a un genitore.
  • Dai 3 ai 6 anni, l’uso dovrebbe essere di massimo 30 minuti al giorno, sempre insieme ai genitori. Questa è l’età in cui il bambino ha bisogno di utilizzare al massimo le abilità motorie, quelle relazionali e l’immaginazione.
  • Dai 6 a 9 anni i genitori dovrebbero cominciare a spiegare come utilizzare tv, videogiochi, musica, smartphone e video, dando regole e informazioni ai bambini. L’utilizzo, sempre insieme a mamma o papà, è di massimo un’ora al giorno.
  • Dai 10 ai 12 anni l’utilizzo di questi strumenti può avvenire in solitudine, per un massimo di 2 ore al giorno, avendo prima però chiarito le regole, le informazioni e i pericoli legati all’uso di questi strumenti. Una regola importante è che la postazione internet non sia nella camera del bambino, ma in un luogo comune di passaggio. In più, dovrebbe essere attivato il “parental control”, cioè un filtro di controllo sull’attività del ragazzo in rete.
  • Dopo i 12 anni, il genitore deve vigilare sull’uso di questi dispositivi da parte dei figli, evitando possibili dipendenze, riduzione delle ore di sonno, la sostituzione delle relazioni reali con quelle virtuali.

In generale, poi, valgono queste indicazioni:

  • Evitare smartphone, tv e tablet durante i pasti e un’ora prima di andare a dormire.
  • No a programmi con contenuti frenetici, rapidi e/o violenti, che rischiano di inibire lo sviluppo dell’empatia.
  • Proibito l’uso di telefonini e tablet per calmare o distrarre i bambini; puntare invece su una comunicazione affettiva diretta, fatta di sguardi, azioni e parole.
  • Sì all’utilizzazione di applicazioni di qualità da usare insieme ai genitori per promuovere l’apprendimento e le interazioni.
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