Come combattere l’obesità infantile

Un problema “pesante” per i bambini, ma anche per la società in cui essi vivono. Ecco un vademecum utile per i genitori per evitare che il peso dei loro figli aumenti oltre il dovuto

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Come combattere l’obesità infantile

Una delle epidemie più gravi del Terzo Millennio: così l’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’obesità. Parole forti, che hanno l’obiettivo di far prendere coscienza del problema per porvi rimedio agendo non solo sullo stato attuale, ma sulla prevenzione dell’obesità infantile. Abbracciare uno stile di vita più sano e più attivo fin da bambini, infatti, evita che il sovrappeso diventi una patologia cronica difficile da curare.

L’obesità infantile nel mondo

Secondo i dati dell’ultima rilevazione (dati del 2016) del sistema di sorveglianza nazionale OKkio alla SALUTE, i bambini di 8-9 anni in sovrappeso sono il 21,3% e gli obesi il 9,3% (compresi i bambini gravemente obesi che rappresentano il 2,1%). Le femmine sono meno obese dei maschi (8,8% vs 9,7%) e le Regioni del Sud e del Centro hanno prevalenze più elevate.

La buona notizia è che nel corso degli anni i bambini che presentano eccesso ponderale (sovrappeso e obesità) sono diminuiti: si è passati, infatti, dal 35,2% nel 2008/9 al 30,6% nel 2016.

Tuttavia, sebbene si registri questa tendenza al miglioramento, l’Italia rimane tra i Paesi europei con i valori più elevati di sovrappeso e obesità infantile.

A livello mondiale in sovrappeso o obesi sarebbero 41 milioni i bambini sotto i 5 anni e oltre 340 milioni i bambini e adolescenti tra i 5 e 19 anni in sovrappeso o obesi (dati del 2016).

Come si calcola l’obesità infantile

Ma come si misura l’obesità infantile? Il sovrappeso e l’obesità sono spesso valutati attraverso l’indice di massa corporea (IMC) calcolato dividendo il proprio peso espresso in kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Per l’Oms un IMC pari o superiore a 25 denota sovrappeso mentre pari o superiore a 30 obesità. Per quanto riguarda i bambini non esiste un unico parametro di riferimento e la soglia dell’IMC che denota sovrappeso e obesità varia a seconda di età e sesso. Per i più piccoli quindi occorre fare riferimento alle curve di crescita visionabili sul sito dell’OMS.

Obesità infantile cause

Nella stragrande maggioranza dei casi l’obesità infantile è legata a 3 fattori:

  • Familiarità: un bambino con entrambi i genitori obesi ha maggiori probabilità di andare incontro al sovrappeso e obesità)
  • Abitudini alimentari sbagliate
  • Sedentarietà

Le conseguenze dell’obesità infantile

L’obesità da piccoli (oltre i 5 anni) porta con sé un carico pesante (letteralmente) da adulti, esponendo la persona a:

  • maggiore predisposizione al sovrappeso e all’obesità da adulti (un bambino obeso ha più probabilità di diventare un adulto obeso)
  • accumulo di grasso a livello del fegato
  • incremento dell’insulina, con possibile evoluzione verso un diabete di tipo 2
  • aumento dei trigliceridi e diminuzione del colesterolo “buono”
  • aumento della pressione arteriosa
  • problemi ortopedici dovuti all’eccessivo carico meccanico che ossa e articolazioni supportano

Nell’immediato però tra tutte le conseguenze dell’obesità, le più frequenti nei bambini in sovrappeso sono rappresentate dai disturbi respiratori durante il sonno (affaticabilità del respiro, apnea notturna ed asma) e da problemi nella motricità e relativamente all’immagine del proprio corpo (ad esempio rinunciano alle attività sportive perché si vergognano o si sento goffi e impacciati).

Come combattere l’obesità infantile

Se l’obesità è il prodotto di abitudini alimentari sbagliate e scarsa attività fisica, appare evidente che è fondamentale aiutare il bambino a modificare il proprio stile di vita, partendo da una corretta alimentazione associata al movimento.

Ecco un vademecum per combattere l’obesità sin da bambini:

  • Limitarsi a 3 pasti (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio a base di frutta)
  • Consumare frutta e verdura almeno una volta a al giorno (l’obiettivo ottimale, sono 5 porzioni al giorno in totale)
  • Non usare il cibo come strumento di ricatto o punizione o gratificazione: se mangi o non mangi, sei buono o cattivo, altrimenti si rischia di instradare il piccolo verso l’uso del cibo come compensazione affettiva)
  • Non insistere quando il bambino dice basta o a un pasto si rifiuta di mangiare
  • Mangiare in compagnia del bambino parlando con lui
  • Non fate giocare il bambino durante il pasto e assolutamente no a tablet o tv (per scongiurare il rischio che mangi più del dovuto e non presti attenzione al cibo)
  • Limitare le ore seduto davanti allo schermo della televisione o del computer
  • Stimolare il bambino a praticare uno sport e a muoversi.